Ritirato il progetto di Confiente “Salvo” il Trebbia. Non il Nure
Pubblicato sul quotidiano di Piacenza La Cronaca, Martedì 15 Gennaio 2008
Ritirato il progetto di Confiente “Salvo” il Trebbia. Non il Nure
Dalla Provincia il primo «no» alle derivazioni dei fiumi Si attendono il piano territoriale e il parere della Regione
Progetto della centrale idroelettrica di Confiente archiviato, nessuna derivazione di acque sulle aste principali dei fiumi Trebbia, Aveto e Nure e utilizzo di strutture esistenti sui tratti già compromessi degli affluenti minori al fine di evitare nuove alterazioni e aggravamenti dell’ambiente naturale. E un’aula gremita di pubblico, come non se ne vedeva da tanto tempo.
Questo, in sintesi, ciò che ha caratterizzato il lungo Consiglio provinciale di ieri, che si è riunito per esprimere la propria posizione sui progetti presentati in Regione nei mesi scorsi. Da un lato la società San Colombano srl ha comunicato in via ufficiale il ritiro del progetto relativo al fiume Trebbia e al torrente Aveto (la centrale di Confiente), fino a ieri solamente sospeso.
Dall’altro la Provincia ha dichiarato la volontà di impedire derivazioni sui fiumi principali e di non permettere la creazione di nuovi impianti sui corsi d’acqua minori. Come si legge nella nota della ditta autrice del progetto, la decisione di ritiro della procedura autorizzativa è stata presa «al fine di permettere il ricrearsi di un clima di serenità all’interno dell’Amministrazione provinciale e di quelle comunali e di effettuare maggiori approfondimenti di carattere tecnico e ambientale». Una scelta che «si auspica, possa alleggerire la situazione critica, contribuendo alla definizione di direttive precise all’interno della complessa pianificazione territoriale provinciale».
L’Amministrazione intanto,dal canto suo, ha pronunciato un primo “no”, che dovrà però attendere ancora parecchio tempo per diventare operativo. L’ordine del giorno, approvato all’unanimità dal Consiglio, dovrà infatti essere recepito dal Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), in approvazione entro un anno, per poi essere sottoposto al parere definitivo della Regione Emilia Romagna.
«La Provincia - ha esordito l’assessore provinciale alla programmazione territoriale Alberto Borghi - ha richiesto che il Ptcp possa avere una valenza politica e amministrativa maggiore rispetto ai piani regionali. Nutriamo forti perplessità verso centraline con un così alto impatto ambientale,ed è nostra precisa volontà avviare un percorso partecipato che conduca ad una chiara programmazione. Prenderemo tempo per poter esaminare a fondo i diversi ragionamenti». Posizione condivisa anche dal presidente della Provincia Gianluigi Boiardi che si è dichiarato soddisfatto «del confronto di oggi (ieri, ndr) perchè fondamentale punto di incontro tra cittadini e amministratori».
Poco convinta dell’operato svolto in materia dall’Amministrazione, Patrizia Barbieri. «Il ritiro del progetto di Confiente - ha rilevato il consigliere di Oltre i Partiti - è quasi una conseguenza prevedibile, un atto dovuto. Ciò che va sottolineato è la totale assenza dell’Amministrazione e l’atteggiamento superficiale mantenuto fino ad oggi. Deve essere la Provincia ad agire, chiedendo e sottoponendo piani e linee di indirizzo, senza dover aspettare le indicazioni della Regione».
Invito peraltro condiviso dal consigliere Ds Antonio Maestri. Compatta la minoranza nell’opposizione ai progetti. E’ Sergio Bursi (An) a sollevare qualche quesito. «Siamo davvero nel nostro territorio in emergenza energetica?Abbiamo motivi per cui bisogna provvedere a nuova produzione di energia elettrica? Prima di tutto sarebbe utile salvaguardare il fattore turistico».
Duro invece l’attacco di Luigi Francesconi (Forza Italia), che ha parlato di «disastro amministrativo», anche relativo al «silenzio e al disinteresse dimostrati dalla Giunta sui temi energetici». Uniti nella richiesta di una chiara programmazione da parte degli organi della Provincia, anche Roberto Pasquali (Forza Italia), che ha auspicato «una reale partecipazione dei soggetti coinvolti: agricoltori, industriali, enti locali» e il capogruppo azzurro Gianpaolo Fornasari che ha chiarito la necessità di non lasciare «alla solitudine dei singoli Comuni la scelta di rispondere o meno alla spinta ministeriale verso la produzione di energie alternative». Accanto all’ormai nota opposizione ai progetti di Rifondazione Comunista,espressa dalla voce di Stefano Rattotti, qualche proposta è arrivata da Adriana Bertoni (Ds).
E in particolare «un lavoro più incisivo da parte dell’Amministrazione e un rapporto più stretto con la Regione». Decisamente orientati verso il rispetto delle esigenze della montagna, Paolo Briggi (Italia dei Valori) che ha suggerito «lo sfruttamento dei corsi minori,fuori dagli occhi di tutti», Luigi Fogliazza (Lega Nord), e Annibale Gazzola (Ds), che pur nella ferma opposizione ai progetti, ha ricordato «l’impossibilità di dire sempre di no a tutto».
Qualche dubbio rimane infine sull’obiettivo, fissato dalla Provincia all’interno della bozza del piano territoriale, di una futura autosufficienza attraverso la produzione di energia alternativa. Che sia idroelettrica o altro.
Lisa Ramenzoni
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Gennaio 19th, 2008 12:30
Salve, vi scrivo queste poche righe per farvi i complimenti per il valore inestimabile della vostra iniziativa. Anche qui nel biellese i progetti per prosciugare quel poco che ancora resta del nostro patrimonio fluviale e torrentizio si sprecano.
Il mio consiglio, che è anche un augurio, è quello di trasformare la vostra iniziativa locale in un vero e proprio movimento a carattere nazionale che non mancherà certo di adesioni da parte di tutti quegli enti, associazioni e liberi cittadini che hanno a cuore la salvaguardia del nostro già troppo vituperato patrimonio ambientale. Anche il nome che gli avete dato non poteva essere più appropriato!!
Complimenti ancora e buon lavoro.